venerdì 2 gennaio 2026

Basta così poco... ma è davvero "poco"?

 

  La felicità è...
...gli occhi della tua compagna
che dopo svariati lustri
entra in un paio di jeans.
Taglia 42.


E se anche qualcosa poi cambia
- o forse è già cambiato -
quell'istante rimane.
Rimarrà. 

lunedì 22 settembre 2025

Mi sono "riletto"... e rifletto.

 

La vita – e non solo quella… - mi porta a rileggere un mio (ormai quasi vecchio) post.
Era il giorno sedici del mese di luglio, anno di grazia duemilaventiquattro (casomai qualcuno volesse rileggere per meglio capire).
Come passa, il tempo!

Parlavo di come
casualmente
avessi ritrovato (al mare)
il fratello di una compagna di classe,
che ora “gestisce” un cineforum.
Lo individueremo con A.

Parlavo di come
altrettanto casualmente
avessi incontrato (stavolta in Tribunale)
la sorella di un altro compagno di classe.
La individueremo con E.

All’epoca,
non specificai che
proposi a E di andare, magari insieme, al cineforum di A.
Senza secondi fini, senza farmi
(giusto per restare in tema)
nessun film in testa.

E’ passato oltre un anno, da allora, e a quel cineforum non siamo poi mai andati, io ed E. Finora, perlomeno.
Tuttavia, insieme abbiamo visto altri film. Al cinema, al cineforum (un altro, qui da noi evidentemente abbondano!), a casa sua e a casa mia.

Abbiamo fatto
tante altre cose,
altre ne stiamo facendo
ed altre ancora le faremo.

Un corso di ballo (Lindy Hop – fico!), un fine settimana alle Cinque Terre in concomitanza del mio compleanno (mah… il 12 febbraio… guarda bene il calendario e còntala giusta, và!), una settimana tra Parigi e Disneyland (vabbè, con qualche alto e basso… scusante e fors’anche esimente: eravamo in cinque, contando anche la rispettiva prole…) - queste le più eclatanti.


All’inizio di questo post ho utilizzato la parola
“casualmente”
e voglio utilizzarla nuovamente, alla fine.
Perché ora sono,
casualmente,
felice.




sabato 30 agosto 2025

domenica 24 agosto 2025

omnia munda mundis

...che no, non vuol dire "Tutto il mondo è paese" - pertanto anche in tale distorta accezione qui c'entra una cippa lippa.
Però mi piaceva - e mi piace - quindi ce l'ho piazzata. Giusto per rompere il ghiacchio e riportare quanto segue.

 

La verità è che i genitori del terzo millennio sono dei pappamolla.

Questi figli li trattiamo con i guanti e abbiamo mille accorgimenti,
neanche fossero statuette dei Thun.

E siamo troppo informati.

Se nostro figlio si sveglia con le pustoline di sudamina, andiamo su Google
e cerchiamo "Puntini rossi sul corpo".

178 malattie trovate, di cui 12 sindromi rare.

Tolto morbillo, rosolia e varicella che son vaccinati,
sulle altre non resta altro che fare la conta.

"Ronaldo vieni qua, solleva la maglia che devo controllare se il tuo esantema corrisponde a quello di questa foto.
Che se è uguale dobbiamo correre dal dottor House"

Quando eravamo bambini noi e ci veniva un eritema, la soluzione era il sapone SOLE. Il panetto da 300 grammi, quello giallo.

"Lavati con quello, che ti passa"

"Mamma ho un certo prurito intimo"

"Sapone Sole"

Herpes? Sapone Sole.

Dermatite? Sapone Sole.

Acne? Sapone Sole.

Oggi se i bambini cadono e si provocano un'abrasione,
c'è il disinfettante che non brucia.

Quando ero bambina io, c'era l'acqua ossigenata che reagiva con il sangue,
faceva una schiuma a forma di fungo di Hiroshima e bruciava,
oh se bruciava!
Ma non dovevi piangere,
perchè era stata colpa tua
e se piangevi, le prendevi.

Se ti spaccavi il labbro c'era lo zucchero e per le ecchimosi il burro.
Se ti spaccavi il labbro, ti graffiavi lo zigomo
e contemporaneamente ti usciva il bernoccolo,
diventavi in pratica, una crostata umana.
Alla marmellata di fragola.

Da bambini noi potevamo sporcarci, stavamo in strada tutto il giorno
e ci lavavamo prima di andare a letto.
Nella vasca da bagno restava la figura come la sindone.

Oggi i bambini non possono sporcarsi, devono stare attenti ai germi ma soprattutto
alla maglietta di marca.
Lavano le mani talmente tante volte
che si stanno rimpicciolendo.
Nel 2100 per evoluzione, avranno i polsi che terminano a pallina,
come Doraemon.

I bambini oggi non si sporcano e non possono toccare nulla che non sia disinfettato. Noi mangiavamo l'acetosella pisciata dai gatti.

Se ci cadeva il pane in terra, la mamma lo buttava? No lo soffiava.
Il famoso soffio ammazzabatteri.
"Mangia, sono anticorpi".

Oggi se cade il pane ad un bambino, parte l'urlo della foresta "NOOOOooooOOOOooooOOOOO!"
Che al bambino si ferma il cuore e la crescita per 10 secondi.

"No Ronaldo, ora lo buttiamo perchè questo è cacca"

A occhio e croce mamma, è cacca pure quella che mi son fatto addosso
quando hai urlato.

Oggi i bambini stanno tutti a dieta, dallo svezzamento alla patente.
Quando eravamo bambini
la mamma ci faceva l'uovo sbattuto con lo zucchero
e lo spalmava sulla fetta di pane.

I bambini oggi hanno l'iguana come animale domestico,
io avevo la gallina.
Si chiamava Claus e faceva un uovo al giorno.
Le davo da mangiare granturco e crusca.
Mi piaceva così tanto darle da mangiare che era diventata un tacchino.

Oggi i bambini vanno sulla bici, sullo skateboard o sul monopattino
con tutte le protezioni.
Noi andavamo in giro sulla bici d'estate a petto nudo,
maschi e femmine
e frenavamo con le infradito di gomma.

Al mare ho messo il pezzo di sopra del costume a 13 anni per la prima volta.

"Mamma ma mi vergogno"

"Ma se non hai niente, vai che almeno ti abbronzi meglio".

Oggi ci son bambine di 5 anni che non escono di casa se non son vestite come dicono loro.

Ogni tanto pure mia mamma mi vestiva bene. Era quando uscivamo dal paese, cioè per i matrimoni.
Ai matrimoni mi annoiavo quanto ai funerali.
Oggi fanno il menù bambino, l'animazione.
Quando andavo ai matrimoni da bambina, non mangiavo nulla e stavo seduta al tavolo ore e ore senza fare nulla, con lo sguardo da malata.
Oggi se vedi un bambino con quello sguardo gli chiedi subito se sta male, a cosa sta pensando, come mai è triste e gli prenoti la visita dal neuropsichiatra.
All'epoca se stavi immobile a fissare il vuoto con uno sguardo da psicotico, eri bravo. Non ti chiedevano nulla ma per tutti eri proprio bravo.

Oggi se la maestra mette un 7 al bambino
i genitori vanno subito a lamentarsi con lei che non ha messo un 10.

"Non capisco perchè Ronaldo ha preso 7!"

"E' la maglia"

"Come?"

"No niente, signora, cerchi di capirmi è anche uno stimolo per il bambino a fare di più ed è ingiusto nei confronti di altri bambini che il 10 lo meritano davvero"

"Lei non capisce niente! Mio figlio è da 10 proprio come Francescototti Puddu!
E io mi rivolgerò al ministero della pubblica istruzione, se ne pentirà"

Quando andavo a scuola io, la maestra era autorizzata
non solo a mettere i voti che riteneva più opportuni,
ma anche ad alzare la voce e rimproverarti se non ti comportavi bene.

Oggi i bambini si traumatizzano facilmente e nessuno dice loro
che non hanno ragione,
che le ansie non devono esistere.
Anche io da bambina avevo ansie e paure,
ma son sparite perchè nessuno dava loro da mangiare.

Perchè alla fine, non è che questi bambini devono sapere proprio tutto tutto.
C'è tempo per le tragedie, la guerra, la morte, perchè è vero che capiscono,
ma non metabolizzano e si lasciano sopraffare.

Io a mia mamma chiesi

"Mamma come sono nata?"

"Le due cellule si sono unite e hanno formato te"

"E dove erano le cellule?"

"Una mia e una di tuo padre"

"E dove si sono unite?"

"Nella mia pancia"

"E come c'è entrata quella di papà nella tua pancia?"

"Chiedilo a lui visto che era sua"

...

"Papà come ha fatto la tua cellula..."

"Andiamo a fare l'altalena nel cortile, non volevi l'altalena?"

"Sìììììììì altalenaaaaaaaa"

Fine. Risolto.

Papà aveva la 126 rossa.
Poi ha preso la Seat Fura (che era una 127 ma spagnola) sempre rossa.
In casa nostra aleggiava lo spirito di Berlinguer.
La 126 aveva gli interni in plastica radioattiva e d'estate dovevano intervenire i vigili del fuoco per scollarti da lì.
Le macchine con gli interni in pelle erano in origine con gli interni in plastica,
poi la pelle ce la lasciavi tu.

Al mare si andava con il tavolino pieghevole, quello con le seggioline dentro,
la pasta al sugo, le fettine impanate e l'anguria.
Le seggioline erano capottabili,
se non le piantavi bene nella sabbia ti ribaltavi all'indietro e con te volavano
gnocchetti al sugo e fratello seduto di fianco,
perchè ti ci aggrappavi e lo tiravi con te all'inferno.

Dopo il pranzo erano tassative le tre ore.
Oggi è stata smentita questa leggenda della digestione, ma se c'era una certezza per mia mamma,
non era stessa spiaggia stesso mare,
non era la canzone dei Righeira al Festivalbar,
erano le 3 ore prima del bagno.

"Mamma mi annoio, cosa faccio per tre ore?"

"Fai un buco"

"Mamma in tre ore di buco trovo le tombe etrusche"

"Se non la smetti lo fai tra 4 ore"

Allora andavo a camminare sulle rocce, con i sandaletti di plastica e la sera
quando li toglievo potevo fare il sudoku sui piedi.
Piedi a scacchi.

Oggi i bambini al mare son super accessoriati
 Ne ho visto uno con la maglietta in tessuto tecnico, le scarpette da scoglio, la maschera da snorkeling, il coppo...
mi son girata e ho detto a mio marito "Ma dove sta andando quello?"

E lui "Guarda che è tuo figlio"

"Ah".

[Ilaria Corona]


Ok, non è farina del mio sacco - ma l'autrice l'ho citata! Anche se non ho capito chi sia.
Ed è tutto talmente vero, che non ho potuto esimermi... qualche boomer dissente, forse?

Di meglio, forse, c'è l'unico scritto di Baricco che io sia riuscito a leggere fino in fondo - quelle istruzioni sul cambio pannolino che un giorno, per amore, condividerò.
No, né per amore di Baricco né per amore dal "pannolino giunto al termine del suo ciclo vitale" (due lati della stessa medaglia, non vogliatemene).
Semplicemente per amore di quegli scritti cha sanno dipingere le realtà quotidiane, anche le più banali, divertendo profondamente (Guareschi insegna).
Semplicemente perché mi ha fatto ridere.
Semplicemente perché da oltre 60 anni sono "a immagine e somiglianza" di Uno che ha sempre voluto (e saputo) divertirsi... tanto da arrivare al punto di creare l'Uomo. Beh, questa tanto semplice non lo è!



 

 

sabato 27 luglio 2024

La politica che mi piace

 


Ma io me la immagino, la scena.

La Schlein
che cerca di limonarsi la Meloni.

Salvini
che cerca di limonarsi…
la Meloni anche lui;
sarebbe più coerente la Schlein
però,
ammettiamolo…
piuttosto inguardabile.

La Meloni
cerca di sfuggire entrambi
e cerca – concupiscente – Conte.

Un’orgia bipartisan.
Limoni trasversali in tutto il Parlamento.

Tra un limone e l’altro, legiferano.
Secondo me, gli verrebbe molto meglio.
Avremmo una normativa fantastica.






venerdì 19 luglio 2024

Dubbio.

 

Ma…

due estrazioni per un ponte

vanno giocate sulla Ruota di Messina? 

Oppure,

visto che uno è un dente del Giudizio

 è meglio 

la ruota di Roma,

Città Eterna?

mercoledì 17 luglio 2024

Quando si naviga a braccio, succede...

 

Scorribande notturne – e non solo – nel web.
Superato da mo’ (ma non ne sono poi tanto convinto…) il Tempo delle Mele.
Appurata anche l’inutilità di PornHub.

Approdo, Dio sa come, in:

Ci abbracciamo
di Franco Arminio

Ci abbracciamo.
Io e te non sappiamo
in che epoca siamo
quando ci abbracciamo.


Quattro righe.
Quattro rime baciate piuttosto banali. Totale assenza di metrica. Latte alle ginocchia e impellente desiderio di rimettere mano alla Commedia dantesca.
Le “Filastrocche in cielo e in terra” di Rodari sono lirica pura, al confronto (senza nulla togliere, anzi!, al Gianni che ha felicemente accompagnato l’infanzia di molti).

Poi, chiudo gli occhi e lascio che quelle parole fluttuino, lente, nel mio cervello, rimbombando nella scatola cranica e generando un’emozione che scorre come un fremito lungo la schiena.
(Emozione: dal latino emovere – agitare, scuotere; una forte sensazione energizzante e dinamica).
Pelle d’oca.

* * * * *

“Comprendere la Poesia, di Jonathan Evans Prichard, Professore Emerito:
per comprendere appieno la poesia
dobbiamo anzitutto conoscerne
la metrica, la rima e le figure retoriche [...]”

“Escrementi.
Ecco cosa penso delle teorie di J. Evans Prichard.”

[da L’Attimo Fuggente]