sabato 27 luglio 2024

La politica che mi piace

 


Ma io me la immagino, la scena.

La Schlein
che cerca di limonarsi la Meloni.

Salvini
che cerca di limonarsi…
la Meloni anche lui;
sarebbe più coerente la Schlein
però,
ammettiamolo…
piuttosto inguardabile.

La Meloni
cerca di sfuggire entrambi
e cerca – concupiscente – Conte.

Un’orgia bipartisan.
Limoni trasversali in tutto il Parlamento.

Tra un limone e l’altro, legiferano.
Secondo me, gli verrebbe molto meglio.
Avremmo una normativa fantastica.






venerdì 19 luglio 2024

Dubbio.

 

Ma…

due estrazioni per un ponte

vanno giocate sulla Ruota di Messina? 

Oppure,

visto che uno è un dente del Giudizio

 è meglio 

la ruota di Roma,

Città Eterna?

mercoledì 17 luglio 2024

Quando si naviga a braccio, succede...

 

Scorribande notturne – e non solo – nel web.
Superato da mo’ (ma non ne sono poi tanto convinto…) il Tempo delle Mele.
Appurata anche l’inutilità di PornHub.

Approdo, Dio sa come, in:

Ci abbracciamo
di Franco Arminio

Ci abbracciamo.
Io e te non sappiamo
in che epoca siamo
quando ci abbracciamo.


Quattro righe.
Quattro rime baciate piuttosto banali. Totale assenza di metrica. Latte alle ginocchia e impellente desiderio di rimettere mano alla Commedia dantesca.
Le “Filastrocche in cielo e in terra” di Rodari sono lirica pura, al confronto (senza nulla togliere, anzi!, al Gianni che ha felicemente accompagnato l’infanzia di molti).

Poi, chiudo gli occhi e lascio che quelle parole fluttuino, lente, nel mio cervello, rimbombando nella scatola cranica e generando un’emozione che scorre come un fremito lungo la schiena.
(Emozione: dal latino emovere – agitare, scuotere; una forte sensazione energizzante e dinamica).
Pelle d’oca.

* * * * *

“Comprendere la Poesia, di Jonathan Evans Prichard, Professore Emerito:
per comprendere appieno la poesia
dobbiamo anzitutto conoscerne
la metrica, la rima e le figure retoriche [...]”

“Escrementi.
Ecco cosa penso delle teorie di J. Evans Prichard.”

[da L’Attimo Fuggente]






martedì 16 luglio 2024

Nessun uomo è un’isola…

 

Porca vacca, che titolo denso, roboante…

Avrebbe potuto essere “Il mondo è piccolo”, con un vago richiamo guareschiano (che peraltro c’entra un piffero), ma non mi piaceva. Il blog è mio e ci faccio quello che voglio io!

Tanti, ma tanti anni fa intrapresi la carriera scolastica post-obbligatoria, finendo in un piccolo Liceo di periferia.
E’ stata evidentemente la scelta giusta, se ne sono accorti anche i professori che – visto quanto mi era piaciuto il primo anno – pensarono bene di farmi un favore, permettendomi di rifarlo.

Classe nuova, amici nuovi.
Con qualcuno dei “vecchi” è rimasto un pallido rapporto, a volte rinforzato dai casi della vita: la prof di italiano di mio figlio ha avuto come prof (sempre di italiano) uno di quei miei “vecchi” compagni di classe, uno di quelli con cui il rapporto è rimasto.

Buffo incontrare, al mare, il fratello di una delle “vecchie” compagne – però una di quelle con cui il rapporto non è rimasto; ancor più buffo che qualche anno dopo mi sia trovato a frequentare un cineforum organizzato da questo personaggio!

...poi, arriva il Tribunale.
Ero là per un’assurda pratica, ovviamente in attesa davanti alla stanza sbagliata.
Ma tu sei…?
Ohibò, sono proprio io…Ed eccola, la sorella minore di uno dei “vecchi” compagni di cui sopra, uno di quelli non rimasti.
A distanza di tanti capell anni, come sono stato riconosciuto?
Abitiamo pure nel medesimo quartiere.

Ciò mi ha fatto tornare in mente Panama, anno 2000 – là dove ho conosciuto un personaggio (tra i pochissimi italiani presente nel resort) per poi scoprire che abitavamo a circa 500 metri di distanza… ci sono voluti quasi diecimila chilometri di distanza, per farci conoscere.

La morale di tutto ciò?
Non saprei. Forse, semplicemente, non siamo isole. Siamo animali sociali, non dovremmo dimenticarcelo.
Però giriamo nei nostri quartieri (“giriamo”, non “passeggiamo” ché forse non ne siamo più capaci) senza guardarci. Senza incontrarci.
Va mica bene, eh?

Porca troia, che vecchio brontolone noioso e lagnoso sto diventando!




domenica 7 luglio 2024

Riassunto della vita precedente

 

Improvvisamente, mi ricordo di avere iniziato un blog, tanti anni fa.
15, per l’esattezza.
Abbandonato a se stesso da 3, ma sottoconsiderato da più tempo.
Mi è tornata la voglia.
Però, prima, un breve riassunto degli ultimi anni – più a mio beneficio che altro: i miei già scarsi “persone che ti seguono” si saranno senz’altro affrancati.

Primavera 2020: il Pistacchietto (che tanto “-etto” non è più) si trasferisce dalla casa materna in quel di Tortona a Milano, presso il sottoscritto. Siamo in piena Didattica A Distanza e lui, III media, vuole preparare il tesino con me. Del resto, aveva già sentenziato: “superiori? Liceo Artistico, a Milano”. Ha solo precorso i tempi.
Da allora, è definitivamente milanese.
Il tesino? Meraviglioso. Partendo da un fumetto di Topolino sul “Dust Bowl” che colpì l’America nel 1935, abbiamo ripercorso insieme la storia di quegli anni, gli anni della Grande Depressione, spaziando nella musica, nella pittura, nella letteratura e nel cinema.
Una bella avventura.

Autunno 2020: inizio della nuova avventura liceale. Ancora in DAD, a volte.

[omissis]

Autunno 2022: due eventi importanti.

Innanzi tutto, prendo coscienza che negli ultimi 40 anni ho bevuto abbastanza anche per i prossimi 15, è il caso di prendere provvedimenti. Inizio un percorso, supportato dalla famiglia e da un centro specifico. Ora, è più di un anno e mezzo che non tocco un goccio d’alcool.
Stesso periodo, vengo aggredito e malmenato brutalmente – senza apparente motivo: mi lasciano portafoglio e cellulare.
Mi risveglio legato a un letto di Pronto Soccorso, dove passerò quattro giorni.
Pieno di lividi ovunque, qualche punto qua e là, entrambi i condili mandibolari (praticamente, gli snodi) rotti. Mi inseriscono delle sottili lamine tra denti e gengiva, le legano con fil di ferro (forando la gengiva, sì...) e bloccano la masticazione con elastici ortodontici. Bocca serrata per mesi, mi nutro con frullati, frappè eccetera. Il percorso con chirurgo maxillofacciale e odontoiatra si è concluso da poco, dopo oltre un anno.
Poteva andarmi peggio: a giudicare dai lividi sul fianco, avrebbero potuto rompermi qualche costola, rischiando la perforazione del polmone. Tendenzialmente letale.
Il Pistacchio risente della situazione, si chiude un po’ troppo e, ahinoi, perde l’anno.
Ma non è un dramma.

Autunno 2023: malgrado la bocciatura, arriva il 125.
Una moto vera, mica uno scooterino… lui voleva le marce a pedale. Concordo, visti i miei trascorsi.
Qualcuno dirà che è stato poco educativo, anzi proprio diseducativo.
No: mai promessa come regalo di promozione, la moto aveva una sua vita, a sé stante. Non era un premio, quindi non potevo esimermi adducendo come pretesto la bocciatura. Questo però è stato ben chiarito, con lui.

Estate 2023: più precisamente, 3 agosto. Torno single. Mia scelta, stavolta.
Di fatto, ero già single: non ci vedevamo da due mesi (stessa provincia, eh? La distanza non ha quindi colpe). Avremmo fatto vacanza separate (sua scelta).
Non ho retto. Basta.

Gennaio 2024: prostatectomia radicale, causa tumore.
Andato tutto bene, ma ora sono sterile… Oddio, non che prima mi bastasse un’occhiata per far danni! Eppoi, per quello che conta over 60… la mia paternità è già più che appagata.

Giugno 2024: ‘na botta de vita!
Mai piaciuto ballare, salva una breve parentesi di tango argentino una decina di anni fa, mi ritrovo a scuola di ballo.
Lindy Hop.
Strafico!
La valenza principale sta comunque nell’essere uscito dal guscio; rischiavo di vivere solo in funzione del Pistacchio, ora invece mi sto riprendendo in mano la vita.
“Emozionamento” incluso. L’intervento di gennaio ha comportato anche un altro strascico (temporaneo, dicono i medici) ma ora inizio a concordare con Galileo: “Eppur si muove…”

Nel frattempo, ho ripreso con la magia; più specificatamente cartomagia, mentalismo, Bizarre Magick (ebbene sì, si scrive con cicappa); sto studiando i Tarocchi; frequento assiduamente la biblioteca (le bibliotecarie sono simpatiche e una in particolare è anche piuttosto carina); quasi tutte le sere mi guardo un pezzo di film in inglese con quel disgraziato del mio “adolescente convivente” che, malgrado abbia ripetuto la III, deve riparare a settembre inglese e matematica.

Ah, dimenticavo: ogni tanto lavoro pure.