Scorribande notturne – e non solo – nel web.
Superato
da mo’ (ma non ne sono poi tanto convinto…) il Tempo delle
Mele.
Appurata
anche l’inutilità di PornHub.
Approdo, Dio sa come, in:
“Ci
abbracciamo”
di Franco Arminio
Ci abbracciamo.
Io e te non sappiamo
in che epoca siamo
quando ci abbracciamo.
Quattro
righe.
Quattro
rime baciate piuttosto banali. Totale assenza di metrica. Latte alle
ginocchia e impellente desiderio di rimettere mano alla Commedia
dantesca.
Le
“Filastrocche in cielo e in terra” di Rodari sono lirica pura, al
confronto (senza nulla togliere, anzi!, al Gianni che ha felicemente
accompagnato l’infanzia di molti).
Poi,
chiudo gli occhi e lascio che quelle parole fluttuino, lente, nel mio
cervello, rimbombando nella scatola cranica e generando un’emozione
che scorre come un fremito lungo la schiena.
(Emozione:
dal latino emovere – agitare, scuotere; una forte sensazione
energizzante e dinamica).
Pelle
d’oca.
* * * * *
“Comprendere
la Poesia, di Jonathan Evans Prichard, Professore Emerito:
per
comprendere appieno la poesia
dobbiamo
anzitutto conoscerne
la
metrica, la rima e le figure retoriche [...]”
“Escrementi.
Ecco cosa penso
delle teorie di J. Evans Prichard.”
[da L’Attimo Fuggente]
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